10 minuti e ti cambiano tutte le prospettive



Esci un’ora in bici nella tua città, nelle strade di sempre, quelle che avevi imparato a memoria e che ogni giorno percorrevi. Vai a trovare un’amica per un caffè all’università della tua città e in 10 minuti ti cambiano tutte le prospettive. Consapevole, matura, libera, ecco ora lo sei. Ora sai che dovrai spiccare. Oggi inizia una nuova vita, è ora di imparare a vivere. Sorrisi, saluti, la accompagno su, è in ritardo la lezione è già iniziata. La saluto, vai, penso, sii grande e impara a stare a questo mondo. Oggi siamo donne. Sono all’università della mia città e mi sento forte, brillante, parte di questa nuova realtà e all’altezza di starci.

Penso, perché non riprendere la bici e andare in un luogo speciale. Cuffie, musica e via giù per via Farini. Studenti universitari sono fuori in pausa, saluto qualcuno perché lì ora c’è gente esattamente come me. Non sono più la ragazzina che attenta, piano, con gli occhi bassi passava da via Farini sentendosi piccola, diretta a scuola. Oggi ci potrei essere anche io tra loro, parte dello stesso mondo. Continuo la strada e arrivo nel luogo speciale. Quella piazzetta magica, con quei pochi alberi rimasti, il venticello che ne muove le foglie, è rimasta perfettamente uguale al giorno in cui l’ho lasciata.

Io no, sono cambiata.

Oggi mi trovo qui con occhi nuovi. Ogni angolo lo conosco a memoria, in ognuno di essi è successo qualcosa di importante. Ricordi che oggi mi tornano alla mente e mi fanno venire i brividi e le lacrime agli occhi. Il muretto dove con le mie compagne fidate uscivamo di nascosto al cambio dell’ora quando avevamo il prof di religione per fumarci una sigaretta, i ciottoli della piazza dove avevo sempre paura di inciampare, le rastrelliere sgangherate dove ogni volta legarci la bici era un’impresa e io che pensavo, oddio ora pensano che sia un’imbranata! I graffiti e le scritte che sono uguali chissà da quanto tempo, la cattedra dei bidelli che quando arrivavo in ritardo mi dicevano sempre su… c’è un mondo lì dentro che mi è appartenuto per 5 anni. Oggi non mi appartiene più di fatto, ma sono certa che rimarrà vivo nel mio cuore per sempre.

Penso a tutto il cammino che ho fatto, quando all’inizio Reggio mi sembrava una città grandissima e io ne ero quasi spaventata abituata ad un paesino di montagna; penso alle persone incontrate, quelle perse e quelle che ancora oggi sono parte importante della mia vita; ricordo le gioie vissute, come quando arrivavano le 12.50 del sabato, c’era fuori il sole e si era preso un bel voto nell’interrogazione di latino; ricordo anche gli ostacoli superati, come quando non mi sono sentita all’altezza, ho pianto per dei compagni, per dei professori ma poi il giorno dopo tornavo a scuola con il sorriso più splendente che mai e più forte del giorno prima.


Se non ci fosse stato tutto questo io oggi non sarei così, mi sento piena, ed è una pienezza bellissima. Sono grata alla vita, perché se si sa cogliere la meraviglia che può offrire, serve poco altro per sentirsi felici. Ora è tempo di spiccare, già come ho scritto prima, ora che so tutto questo, che sono cresciuta in queste strade, ecco adesso è tempo di andare. Una nuova città mi aspetta, molto più grande, più difficile. Mi aspetta una nuova prova, un altro posto dove sentirmi come al primo giorno di liceo, spaesata e impaurita. Per poi chissà tra altri 5 anni riprovare le stesse emozioni di oggi solo in un’altra piazza di una città diversa.
Il mio viaggio non finisce qui, certo sono arrivata ad un bellissimo capolinea.

#ReggioEmilia #Milano


G.R.
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