L'estetica della moda

La parola estetica ha origine dalla parola greca αἴσθησις, che significa sensazione, ovvero l’aspetto della conoscenza che riguarda l’uso dei sensi. Nell’età moderna l’estetica si configura come ricerca del bello. Tuttavia la continua ricerca della perfezione contrapposta alla realtà, che è tutto tranne che perfetta, crea una profonda spaccatura. Da un lato c’è l’immagine idealizzata della realtà, dall’altro la realtà vera e semplice com’è. Così come nella moda, ci sono gli abiti dell’haute couture e lo stile casual della quotidianità. Realismo a parte, la moda esprime in prima istanza il bisogno umano di esprimere i propri gusti. Questo bisogno umano viene abbellito ed arricchito dallo stile che si preoccupa di ricercare il bello in quanto elemento di distinzione e significato.

La moda concerne con tutto ciò che fa parte dell’esteriorità. Essa comunica, fa sapere all’altro qualcosa di noi, quello che si vuol far sapere ovviamente, visto  che ognuno decide in primis la sorte della propria esteriorità. Prima di conoscere una persona e quindi di poter entrare in contatto con ciò che trascende l’esteriore, si cerca di captare informazioni dall’immagine che questa emette. Infatti, i tratti dell’esteriorità identificano la persona in un determinato gruppo, in una moltitudine. Questa diventa il termine di paragone, di riferimento e il nostro modello. Per questo la moda rientra nel mondo della comunicazione non verbale,  infatti  l’abito è caratterizzato da segni che celano un significato utilizzato dagli individui per affermare la propria identità. Si tratta quindi di un processo di  identificazione che è ben diverso dall’individuazione personale. La prima è sinonimo di omologazione, identificarsi    infatti prescinde che ci sia qualcosa a cui fare riferimento. L’identificazione afferma l’identità di un individuo, che però è solamente surrettizia, cioè dipendente da altro/altri. L’individuazione invece riguarda la comprensione di noi stessi sotto aspetti più profondi e non meramente esteriori.

La moda può essere considerata come la storia di una civiltà in continuo divenire. Attraverso la nascita di nuovi stili, i diversi gruppi, in una società in evoluzione, hanno comunicato la propria identità, la propria adesione a determinati valori culturali e la propria differenziazione da un altro gruppo. Per questo la moda rispecchia sempre l’epoca di appartenenza. “Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo” (Kandinskij) e in questa ottica la moda è arte.

In che misura la moda oggi è figlia del nostro tempo?


In passato principalmente aveva il compito di chiarire il ruolo di un individuo. Nella nostra società la funzione della moda non è più legata allo status di appartenenza ad una classe sociale piuttosto che ad un’altra, ma interpreta e coniuga i differenti stili di una società globale.


© Ginevra Ravazzini
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